Tra tagli, sgravi fiscali, detrazioni e Iva, è in discussione il
decreto fiscale che mira ad rendere meno pesanti carichi per i
contribuenti più deboli e cerca di bloccare l'aumento dell'Iva che
dovrebbe salire dal 21 al 23% il prossimo ottobre.
Tutto questo
dovrebbe avvenire con la nuova delega fiscale, che prevederebbe aumento
Iva evitabile, meno Irpef con i proventi della lotta all'evasione, tagli
delle agevolazioni fiscali. Se i principi della precedente delega
prevedevano l'aumento dell'Iva dal 20 al 21% di agosto e quello già
annunciato di altri due punti (dal 21 al 23% e dal 10 al 12%) per il
prossimo mese di ottobre, la riduzione dell'Irap sul costo del lavoro, e
l'aiuto alla capitalizzazione delle imprese (Ace) di cui si attende
nelle prossime ore il decreto attuativo, i principi cardine della nuova
delega saranno la lotta all'evasione e la tassazione sugli immobili.
Nella
delega trova posto anche il capitolo casa con la rivalutazione
automatica delle rendite e il ritorno del prelievo sull'abitazione
principale. Altre novità del dl fiscale saranno un nuovo sistema di
sanzioni amministrative modulato maggiormente sulla gravità della
violazione commessa e una correzione di rotta anche sul fronte penale.
Ciò
significa che le soglie oltre cui scattano i reati tributari sarebbero
diversificate a seconda delle dimensioni d'impresa. Altra ipotesi allo
studio quella di eliminare il limite dei 3mila euro per lo spesometro e
comunicare al fisco tutte le cessioni tra partite Iva, tornando, così,
al vecchio elenco clienti-fornitori evitando a imprese e professionisti
di dover verificare volta per volta le transazioni sopra e sotto il
limite attualmente fissato per l'invio.
Un'innovazione che
potrebbe trovare applicazione già dal prossimo invio dei dati relativi
alle transazioni 2011 entro il 30 aprile. Si lavora anche all'assistenza
fiscale per chi non ha più lavoro come i licenziati e alla
semplificazione dei pagamenti Imu con l'applicazione delle aliquote di
legge (0,4 e 0,76%) per gli acconti di giugno.
Punto cruciale è
quello che riguarda l’aumento dell’Iva, che subirà ritocchi all’insù di 2
punti se non ci saranno modifiche e passerà così del 10 al 12% e dal 21
al 23%, aumento che poi dovrebbe rimanere immutato per tutto il 2013 e
registrare un ulteriore incremento di mezzo punto nel 2014.
L'Iva
avrebbe un impatto immediato sui prezzi, colpirebbe i lavoratori
dipendenti con reddito medio basso e favorirebbe gli autonomi con
reddito medio alto. Ciò che farà piacere ai cittadini di questa riforma
fiscale saranno le 720 agevolazioni per contribuenti e imprese. Inoltre,
per quanto riguarda il carico fiscale, molte famiglie e pensioni sono
state dichiarate intoccabili.
Nel mirino anche l’abuso di
diritto, che si trasforma in elusione fiscale, che colpirà soprattutto
le grandi operazioni dei grandi gruppi in grado di muoversi a livello
internazionale, per esempio fusioni e scorpori. Obiettivo della misura è
verificare ogni volta se l'operazione che viene messa in atto da una
società ha un fine puramente economico o serve solo per risparmiare
sulle imposte.
Nessun commento:
Posta un commento