La Ducati,
il costruttore italiano di moto noto in tutto il mondo grazie anche al
pilota di MotoGp Valentino Rossi, si appresta a passare di mano. Investindustrial, il gruppo tricolore di private equity che fa capo alla famiglia Bonomi,
ha intenzione - dopo 6 anni - di vendere il marchio in una transazione
che potrebbe valere fino a 1 miliardo di euro, il triplo
dell'investimento iniziale.
«Ducati è attualmente un'azienda perfetta, ma per un'ulteriore
crescita ha bisogno di un partner industriale di classe mondiale.
Quest'anno lavoreremo per trovare quel partner», ha dichiarato al
Financial Times il presidente di Investindustrial Andrea Bonomi, lui
stesso un pilota di Ducati e appassionato di competizioni nautiche
offshore.
Lo scorso anno Investindustrial, uno dei maggiori investitori in
private equity del Sud Europa - scrive il Ft - ha dato mandato a
Deutsche Bank e a Goldman Sachs di sondare una quotazione in Borsa di
Ducati a Hong Kong. Presente nell'operazione anche Banca Imi come joint
global coordinator. Ma una vendita a un concorrente o a un grande gruppo
automobilistico viene visto attualmente come lo schema più probabile
per internazionalizzare ulteriormente il marchio.
Bonomi ha spiegato che una manciata di gruppi industriali in Asia,
Europa e Usa sono interessati a Ducati e, secondo fonti vicine al
dossier, tra i possibili acquirenti figurano il gruppo motociclistico
indiano Mahindra e colossi tedeschi come Volkswagen, Mercedes e Bmw, che
peraltro già costruisce moto, anche se ha comunicato di non essere
interessata.
Ducati, che iniziò 86 anni fa la sua attività come produttore di apparecchi radiofonici, oggi detiene il 10,5% nel mercato
globale delle moto sportive, in rialzo rispetto all'8,5% del 2010. Il
design filante e la sua immagine ha appassionato anche molti vip, a
partire dal principe William d'Inghilterra.
Ducati Motor Holding si appresta a chiudere il 2011 con circa 42.000
moto vendute e un fatturato prossimo ai 480 milioni di euro, numeri che
rappresentano un incremento del 20% rispetto all'anno precedente.
La società ha in carico debiti pari a circa 1,7% degli utili prima
degli interessi, svalutazione e ammortamenti: un livello basso nel
confronto con la maggior parte delle aziende in portafoglio private
equity.
Bmw: non siamo interessati
Bmw smentisce un possibile interesse per Ducati. «Attualmente non
siamo interessati all'acquisto di alcuna azienda» afferma a Bloomberg un
portavoce della casa automobilistica tedesca.
0 commenti:
Posta un commento