Sono esplose immediate le proteste all’annuncio della decisione che
anche i possessori di Pc, iPhone e videofonini dovranno pagare il canone
Rai. L’azienda, infatti, ha chiesto il pagamento del canone ad alcune
aziende e studi professionali di Roma in possesso di uno o più pc
collegati alla rete.
Si tratta di un canone speciale dovuto in
virtù di un Regio Decreto del 1938. “Un balzello assurdo, dice Rete
Imprese, le aziende dovranno sborsare 980 milioni”, mentre l'Aduc
sostiene che è paradossale obbligare un’azienda a pagare un abbonamento
TV per il solo fatto di avere dei pc, perchè il computer è uno strumento
ormai indispensabile allo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa,
e l'inclusione dello stesso fra gli apparecchi tassati significherebbe
di fatto imporre una nuova imposta sul lavoro.
Ma si tratta di un
balzello che, a quanto pare, colpisce anche le pareti domestiche,
perché “se una persona risiede in una abitazione il cui proprietario già
paga il canone RAI, ma comunque è proprietaria di un computer, deve
ugualmente pagare il canone, essendo il computer equiparato a un
televisore”, hanno detto gli avvocati Roberto Armandola, Renata Marzano e
Massimiliano De Renzis dalle pagine di Kataweb Consumi.
“Chiaramente,
in una stessa abitazione si paga più di un canone RAI esclusivamente se
al suo interno vivono persone che presentano stati di famiglia
separati. Una famiglia paga un solo canone, anche se possiede un
televisore e un computer”, precisano gli avvocati.
Intanto
numerose aziende e uffici hanno ricevuto in questi giorni una lettera da
parte della RAI in cui si richiede il pagamento del canone per la
detenzione di “uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione di
trasmissioni radiotelevisive al di fuori dell’ambito familiare, compresi
computer collegati in rete, indipendentemente dall’uso al quale gli
stessi vengono adibiti”.
Le proteste ovviamente fioccano e si
stanno diffondendo sia nel mondo delle imprese che sui media online e
grazie anche ai soliti social, da Twitter a Facebook, hanno già
raggiunto le pagine dei principali quotidiani e gli ambienti della
politica.
Per la sua richiesta la Rai si è basata su una norma
contenuta nella manovra salva Italia varata con il Decreto Legge numero
201 il 6 dicembre 2011 secondo la quale le aziende devono inserire le
indicazioni del canone speciale nel modello Unico della dichiarazione
dei redditi.
L’Art. 17 riporta infatti ‘Le imprese e le società,
ai sensi di quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica
22 dicembre 1986, n. 917, nella relativa dichiarazione dei redditi,
devono indicare il numero di abbonamento speciale alla radio o alla
televisione la categoria di appartenenza ai fini dell’applicazione della
tariffa di abbonamento radiotelevisivo speciale, nonché gli altri
elementi che saranno eventualmente indicati nel provvedimento di
approvazione del modello per la dichiarazione dei redditi, ai fini della
verifica del pagamento del canone di abbonamento radiotelevisivo
speciale’.

buonasera, scusate ma come sempre l'informazione in italia è sempre a metà... potreste specificare se il singolo privato che detiene un PC collegato ad internet ma non ha alcun televisore, deve anch'esso pagare il canone?
RispondiEliminagrazie