Essere “infedeli” qualche volta conviene, soprattutto quando si tratta della scelta del conto corrente:
gli italiani però non sembrano averlo capito, almeno secondo quanto
quanto emerge da $-BANCA, l’iniziativa con cui Altroconsumo ha indagato
le abitudini degli italiani in materia di rapporti con le banche. Questo
studio rileva che il 42% dei conti correnti è stato aperto oltre 10
anni fa, prima del 2000: la fedeltà dei correntisti però non paga, visto
che i nuovi conti correnti permettono di risparmiare parecchi soldi.
L’atteggiamento “conservatore” dei risparmiatori italiani non fa bene
né al mercato né al portafoglio: da una parte, infatti, non incentiva
la concorrenza, dall’altra comporta spese ben più elevate di quelle che
si dovrebbero sostenere scegliendo un nuovo conto corrente, meglio
ancora se un conto on-line.
Per questo motivo l’Associazione dei consumatori ha invitato i
correntisti a dare una “svecchiata” ai propri conti, considerando le
nuove offerte: “Con l’estratto conto del periodo che si conclude il
31 dicembre la banca invia anche un riepilogo delle spese sostenute
nell’anno solare per la tenuta del conto corrente. Il riepilogo riporta
il numero delle operazioni effettuate, l’ammontare complessivo delle
spese addebitate e quello parziale relativo a ciascun servizio.
Attraverso di esso si possono confrontare le offerte presenti sul
mercato e scegliere così quella più conveniente”.
I dati emersi dall’indagine di Altroconsumo trovano conferma da uno
studio condotto da Bankitalia qualche mese fa, in cui veniva rilevato
che i nuovi conti correnti costano all’utente mediamente 67,7 euro
all’anno, al netto delle commissioni per gli utilizzi a debito, mentre i
conti “vecchi” costano circa 101 euro. Scegliendo un conto “giovane”,
dunque, è possibile risparmiare parecchie decine di euro, soprattutto se
si punta ai conti correnti on line, che offrono canoni e costi ridotti
anche grazie all’utilizzo dell’internet banking, che riduce le operazioni allo sportello.
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