Cosa prevedono le nuove norme sul lavoro
Contratto Unico, stipendio minimo e discussioni sull’articolo 18: il
nuovo accordo per il mercato del lavoro si dovrebbe raggiungere sulla
base del modello contrattuale messo a punto dagli economisti Tito Boeri e
Pietro Garibaldi.
Si tratta del Cui, Contratto Unico di
Inserimento, pensato soprattutto per ridurre la frammentazione dei
contratti che esistono attualmente, creando una maggiore mobilità e
favorendo l’occupazione giovanile rendenola meno precaria. Partendo dal
Cui, oggi esistono 48 tipi diversi di contratti che tendono a
penalizzare moltissimo i giovani lavoratori, soprattutto per gli effetti
che hanno sul reddito, considerando che il salario medio in Italia è di
un terzo inferiore alla media europea (tutti e 27 i paesi inclusi).
Il
Cui prevede una fase di ingresso, che potrà arrivare ad un massimo di 3
anni, e una seconda fase in cui dovranno essere garantite le tutele che
già spettano ai contratti a tempo indeterminato.
Per quanto
riguarda i contratti a tempo determinato, non potranno mai prevedere una
retribuzione inferiore ai 25mila euro l’anno. Si stabilirà anche un
salario minimo legale di disoccupazione, cosa che già esiste in molti
altri paesi europei. Nonostante poi molti ritengano che l'art 18 non
sarà toccato, restano diversi nodi da sciogliere.
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