Per John Paulson, il gestore di hedge fund che ha guadagnato cifre da
capogiro con la crisi dei mutui subprime, il 2011 sarà ricordato come
uno degli anni peggiori della sua carriera. Secondo i calcoli degli
esperti del settore, nel solo mese di dicembre il suo fondo Advantage Plus
ha perso un altro 9%, allargando così a –52% le perdite dagli inizi
dell'anno. Un boccone amaro da digerire, che va ad aggiungersi alle
delusioni di Paulson Advantage Fund, il più grande fondo nel
portafoglio del magnate americano, il cui rosso annuale si aggira
intorno al 36%. E anche all'esito negativo di un altro fondo di Paulson,
quello battezzato Recovery che, secondo le ultime stime di HSBC, ha segnato una flessione del 27,5% nell'anno fino alla fine di ottobre.
Insomma, quest’anno il proverbiale fiuto di Paulson ha fallito
miseramente. Alla pari di numerosi altri investitori, il Re Mida degli
investimenti sosteneva un anno fa di intravedere all’orizzonte la
ripresa dell’economia statunitense. Previsione che non si è avverata.
Altrettanto deludenti le scommesse sul rally dell’oro le cui quotazioni,
dallo scorso settembre, hanno segnato un ridimensionamento del 18%.
Unica consolazione, se al magnate americano può bastare, è che non è il solo ad aver fatto così male. Il 2011 si avvia a essere archiviato come il secondo peggior anno della storia degli hedge fund.
E’ andata peggio solo nel 2008 quando, nel pieno della crisi
finanziaria, Wall Street viaggiava a ridosso di un precipizio. In base
ai calcoli della società di analisi Hedge Fund Research, a fine
novembre le perdite accumulate dall’indice settoriale HFRI Fund Weighted
Composite si aggivano intorno al 4,4% contro il -19% registrato nel
2008 e –il 1,5% del 2002, gli unici due anni dal 1990 in cui l’andamento
dei fondi speculativi è stato caratterizzato dal segno meno. E se è
vero che il 2011 non è ancora archiviato, la sensazione prevalente è che
nulla riuscirà a invertire la tendenza negativa registrata finora.
Secondo Hsbc, una delle peggiori performance del comparto spetta all’inglese Crispin Odey,
famosa per aver anticipato il collasso delle banche. Il fondo europeo
da 2,4 miliardi di dollari ha perso durante l’anno (fino al 14 dicembre)
il 22,7% del suo valore. Altrettanto negative le performance annuali
registrate da altri grandi nomi del comparto come Lansdowne Partners,
i cui fondi Uk equity e Global Financials hanno lasciato sul terreno
poco più del 20%. Anche se in pochi, c’è chi è riuscito a tener testa
alla volatilità del mercato. Nella lista dei top performer di HSBC
spiccano due nomi in particolare, Marshall Wace e Brevan Howard: entrambi chiudono l’anno con il segno più.
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