L’anno che si è appena chiuso ha visto il mercato immobiliare italiano in sofferenza. La diminuzione delle compravendite nei primi nove mesi del 2012 è il dato che, più di ogni altro, illustra la situazione attuale. Anche i prezzi sono in ribasso seppure con percentuali inferiori rispetto a quanto registrato per le transazioni.
Dove investire nel 2013?
Come, quanto e dove investire nell'anno che inizia? E' un genere di domanda sempre ardito, e più nelle fasi di instabilità politico-economica. Forse è utile, prima di azzardare una risposta, dire a che punto siamo. Il 2012, che si annunciava nerissimo, chiude quasi in rosa. E si porta via una serie di grumi - tra cui le elezioni in Cina e Stati Uniti e la sventata disintegrazione dell'euro - che hanno portato prolungata incertezza tra gli investitori di tutto il mondo. Tuttavia, date le premesse, non si può certo dire che la chiusura dell'esercizio per gli investitori sia malvagia.
Chi non è scappato dal reddito fisso, sovrano o societario che fosse, ha incamerato rendimenti reali tra i più accattivanti degli ultimi decenni. Chi ha resistito alla tentazione di non vendere le azioni quotate sta consolandosi con un prolungato rally che dura in pratica da metà luglio - quando Mario Draghi è "sceso in campo" per sostenere la valuta unica - e con il rafforzamento di novembre ha riportato lievemente in positivo il saldo degli indici di Piazza Affari (diverse Borse occidentali sono anche più brillanti, con rialzi a doppia cifra a partire da Francoforte il cui rialzo è vicino al 25%). Soprattutto, ci sono le premesse per un clima più sereno per i mercati del 2013, e si basano sulla diminuita volatilità degli scambi, sulla riduzione degli spread sovrani - l'italiano decennale rispetto al bund si è dimezzato dal record di 575 punti base di un anno fa - sulla convinzione che l'Europa non sta per scomparire dalle carte geografiche e che i governanti globali dopo molto tentennare stanno affrontando di petto la situazione.
Certo rimangono, e sono macerie, gli effetti di tante turbolenze, e due recessioni in cinque anni nel mondo occidentale: disoccupazione stabilmente sopra il 10% nell'Eurozona, congiuntura ancora zoppicante - l'Ocse stima una recessione tecnica nell'area euro, sebbene lieve, anche l'anno prossimo, mentre Draghi vede "una graduale ripresa" alla fine del 2013 per l'Europa - fiducia ancora malcerta da parte dei capitali stranieri, che mantiene, ed è anche il caso italiano, i rischi sovrani e i costi annessi al di sopra dei reali fondamentali dei conti pubblici. Tuttavia, salvo eventi traumatici che non si possono escludere al 100%, il peggio sembra essere alle spalle. O, come ha detto il capo investimenti di Threadneedle Mark Burgess, "stiamo passando da peggio a male". Come in tutte le fasi di miglioramento, non mancheranno le opportunità per far fruttare il denaro. In grande sintesi, potrebbe essere l'anno del ritorno sull'azionario europeo, a scapito di un reddito fisso che nel 2012 ha indubbiamente corso molto.
Chi non è scappato dal reddito fisso, sovrano o societario che fosse, ha incamerato rendimenti reali tra i più accattivanti degli ultimi decenni. Chi ha resistito alla tentazione di non vendere le azioni quotate sta consolandosi con un prolungato rally che dura in pratica da metà luglio - quando Mario Draghi è "sceso in campo" per sostenere la valuta unica - e con il rafforzamento di novembre ha riportato lievemente in positivo il saldo degli indici di Piazza Affari (diverse Borse occidentali sono anche più brillanti, con rialzi a doppia cifra a partire da Francoforte il cui rialzo è vicino al 25%). Soprattutto, ci sono le premesse per un clima più sereno per i mercati del 2013, e si basano sulla diminuita volatilità degli scambi, sulla riduzione degli spread sovrani - l'italiano decennale rispetto al bund si è dimezzato dal record di 575 punti base di un anno fa - sulla convinzione che l'Europa non sta per scomparire dalle carte geografiche e che i governanti globali dopo molto tentennare stanno affrontando di petto la situazione.
Certo rimangono, e sono macerie, gli effetti di tante turbolenze, e due recessioni in cinque anni nel mondo occidentale: disoccupazione stabilmente sopra il 10% nell'Eurozona, congiuntura ancora zoppicante - l'Ocse stima una recessione tecnica nell'area euro, sebbene lieve, anche l'anno prossimo, mentre Draghi vede "una graduale ripresa" alla fine del 2013 per l'Europa - fiducia ancora malcerta da parte dei capitali stranieri, che mantiene, ed è anche il caso italiano, i rischi sovrani e i costi annessi al di sopra dei reali fondamentali dei conti pubblici. Tuttavia, salvo eventi traumatici che non si possono escludere al 100%, il peggio sembra essere alle spalle. O, come ha detto il capo investimenti di Threadneedle Mark Burgess, "stiamo passando da peggio a male". Come in tutte le fasi di miglioramento, non mancheranno le opportunità per far fruttare il denaro. In grande sintesi, potrebbe essere l'anno del ritorno sull'azionario europeo, a scapito di un reddito fisso che nel 2012 ha indubbiamente corso molto.
Redditometro 2013: Redditest, il redditometro fai da te per controllare la propria dichiarazione dei redditi e il tenore di vita
Al via il Redditest: come funzionerà
Sarà disponibile dal 20 novembre il nuovo software per verificare se si è congrui o meno: si tratta del famigerato Redditest, il redditometro fai da te per controllare la coerenza tra la propria dichiarazione dei redditi e il tenore di vita.
Il Redditest ha come obiettivo quello di indurre i cittadini a una corretta compilazione della dichiarazione dei redditi. Per conoscere la propria congruità, il contribuente dovrà compilare una serie di campi con le spese sostenute durante l'anno (le più importanti), come l'acquisto di una casa, di una barca, di un'auto o beni di lusso.
Poi bisognerà aggiungere tutte le altre spese come abbigliamento,cibo, abbonamenti in palestra ed altro, calcolate in base all'Istat e alla propria tipologia familiare. Solo dopo aver comunicato queste informazioni, scatterà il confronto con il reddito dichiarato.
Alla fine il Redditest darà semaforo verde, giallo o rosso a seconda della coerenza con quanto dichiarato o si ha intenzione di dichiarare. In caso di discostamenti significativi scatterà l'accertamento da parte del Fisco.
Il direttore dell’Agenzia delle entrate Attilio Befera ha spiegato che il Redditest è nato “per favorire la conformità dei redditi dei contribuenti, utilizzando il modello di analisi e valorizzazione elaborato in collaborazione con la Sose, la società per gli studi di settore”.
http://redditest.agenziaentrate.it/
Redditest: il nuovo redditometro. Dove scaricare il software e come funziona
Al via da oggi il Redditest: come funziona
Disponibile da oggi, martedì 20 novembre, il Redditest, nuovo software per controllare la coerenza tra la propria dichiarazione dei redditi e il tenore di vita. Per conoscere la propria coerenza, il contribuente dovrà compilare una serie di campi con le spese sostenute durante l'anno (le più importanti), come l'acquisto di una casa, di una barca, di un'auto o beni di lusso e poi indicare anche tutte le altre spese come abbigliamento, cibo, abbonamenti in palestra ed altro, calcolate in base all'Istat e alla propria tipologia familiare.
Solo dopo aver comunicato queste informazioni, scatterà il confronto con il reddito dichiarato. Alla fine il Redditest darà semaforo verde, giallo o rosso a seconda della coerenza con quanto dichiarato o si ha intenzione di dichiarare. In caso di discostamenti significativi scatterà l'accertamento da parte del Fisco.
Il semaforo rosso rappresenta una sorta di allarme rosso che scatta quando il redditometro registra uno scostamento molto significativo tra la stima effettuata e la dichiarazione che una famiglia ha intenzione di presentare alle Entrate.
Il semaforo giallo segnala eventuali accertamenti di natura preventiva, mentre il semaforo verde indica nessun pericolo nè accertamento e si verifica quando la dichiarazione dei redditi risulta coerente o si discosta di poco dal calcolo del redditometro.
Per scaricare il software del Redditest cliccare qui:
http://redditest.agenziaentrate.it/
ReddiTest è un software che consente ai contribuenti di valutare la coerenza tra il reddito familiare e le spese sostenute nell'anno.
Per utilizzare il programma è necessario scaricare il software e inserire i dati richiesti. Le informazioni, quindi, restano sul proprio computer, senza lasciare alcuna traccia sul web.
Nel ReddiTest devono essere inizialmente indicati la composizione, il reddito e il comune di residenza della famiglia, e, successivamente, le spese sostenute nell'anno, suddivise in 7 categorie: abitazione, mezzi di trasporto, assicurazioni e contributi, istruzione, tempo libero e cura della persona, altre spese significative, investimenti immobiliari e mobiliari.
E' possibile in qualsiasi momento modificare o integrare le informazioni riportate.
Il nuovo redditometro è applicabile al passato
Le regole del nuovo redditometro sono applicabili anche prima dell'anno d'imposta 2009 se sono più favorevoli al contribuente. Proprio come già avviene per le versioni più evolute degli studi di settore. A precisarlo è la sentenza 272/01/12 della Ctp Reggio Emilia (presidente e relatore Crotti).
Il contenzioso trae origine da un questionario inviato a un contribuente per l'anno d'imposta 2006. In seguito a una specifica segnalazione da parte del sistema centrale dell'anagrafe tributaria, il
Laura Ambrosi - Il Sole 24 Ore - leggi su http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2012-11-05/nuovo-redditometro-applicabile-passato-064420.shtml
Cosa cambia col cuneo fiscale della Legge di stabilità
Niente più riduzioni di aliquota Irpef, ma tagli del cuneo fiscale con effetti diretti sul netto in busta paga, che dovrebbe portare aumenti per i lavoratori dipendenti; non più abbattimento retroattivo ai redditi 2013 delle detrazioni e delle deduzioni dall'imposta sulle persone fisiche, e blocco dell'aumento di 1 punto dell'aliquota Iva del 10% (che riguarda beni di prima necessità come acqua, latte, carne, frutta e verdura).
L'intervento sul cuneo fiscale riguarderà solo i lavoratori e le famiglie, che per fasce di reddito ancora da definire saranno sgravati con un aumento delle detrazioni da lavoro dipendente (che oggi partono da 1.840 euro per lo scaglione al di sopra della no tax area) e delle detrazioni per i figli a carico (che oggi partono da 800 euro per ciascun figlio sopra i tre anni).
A regime, secondo i calcoli del Tesoro, le risorse disponibili per finanziare questo sgravio in busta paga saranno di 2 miliardi. Le risorse per il taglio del cuneo fiscale sono intorno a 1 miliardo di euro nel 2013 e almeno il doppio per il 2014. La misura che verrà inserita come emendamento è tuttora allo studio ma il taglio sarà mirato, selettivo.
Secondo uno dei relatori alla Legge di Stabilità, Pierpaolo Baretta del Pd, “dovrà restare il tetto ai 55.000 euro di reddito, altrimenti l’intervento, se troppo esteso, viene vanificato”.
Fondi etici: cosa sono e come funzionano
I fondi comuni d’investimento sono il prodotto tipico della finanza etica, soprattutto per i piccoli risparmiatori che intendono investire sui mercati con un approccio etico o socialmente responsabile.
I fondi etici, poco in Italia rispetto ad altri Paesi europei, sono fondi socialmente responsabili (Sri) o che adottano criteri Esg (environmental, social and governance) nella selezione degli investimenti. Cresciuti soprattutto negli anni 2000 in Italia, oggi rappresentano lo strumento più diffuso di finanza etica per gli investitori retail.
Gli approcci che vengono utilizzati dai vari fondi possono essere anche molto differenti, sostanzialmente riconducibili a due tipologie: da una parte i fondi che cercano di replicare nel loro portafoglio la composizione di un indice azionario etico (come quello appena introdotto per la Borsa di Milano), dall’altra quelli che scelgono una gestione attiva dell’investimento.
A fare la differenza tra un fondo e l’altro sono la presenza o meno di un Comitato etico, che supervisiona l’operato del gestore, la trasparenza sulla strategia e sul processo di selezione.
Alcuni fondi etici si appoggiano a un indice etico di riferimento, come ad esempio gli indici Dow Jones Sustainability Index o Ftse4Good, i più celebri a livello internazionale, oppure il nuovo indice etico Ftse Ecpi Italia Sri appena introdotto alla Borsa di Milano.
Il loro obiettivo è quindi quello di replicare, nel loro portafoglio, la composizione del paniere dell’indice. Altri fondi, invece, selezionano gli investimenti in base alle analisi condotte da società di consulenza esterne, specializzate sui temi della responsabilità sociale d’impresa e della sostenibilità.
E’ stato valutato in 84 miliardi il patrimonio gestito dai fondi socialmente responsabili, in Europa, nel 2011: in crescita del 12% rispetto all'anno precedente, con la Francia al primo posto per masse gestite (38%) e Italia e Austria all'ultimo posto con il 3%.
Iscriviti a:
Post (Atom)